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Acne: alimentazione da controllare!

L'acne è una patologia estremamente diffusa che può accomunare giovani ragazzi o ragazze nello stadio della pubertà e dell'adolescenza, a persone più adulte. Si è visto, infatti, che in alcune persone tale patologia può perdurare oltre i 30 anni d'età, anche se con percentuali decisamente più contenute.

 

Tale patologia è caratterizzata da un processo infiammatorio che determina un aumento dell'untuosità della pelle e la proliferazione di punti neri e di foruncoli infiammati.

 

 

 

 

 

Generalmente l'acne si correla a uno squilibrio ormonale e in particolare a un aumento della secrezione di androgeni; può risultare pertanto più grave in ragazzi con uno sviluppo puberale precoce o in donne affette dalla sindrome dell'ovaio micro-policistico.

In aggiunta al setting ormonale, altri fattori concorrono allo sviluppo della patologia: l'inquinamento, la genetica, il consumo di alcol, il fumo e l'alimentazione sono alcuni esempi.

 

Per quanto riguarda l'alimentazione, oggetto di questo breve approfondimento, possiamo dire che alcuni consigli dietetici più o meno semplici possono però rivelarsi estremamente utili per migliorare questa situazione, molto spesso causa di imbarazzo e isolamento.

Nei casi più gravi però l'alimentazione, anche quando accompagnata da altri possibili accorgimenti, non è sufficiente; risulta indispensabile rivolgersi a uno specialista che possa personalizzare il trattamento e indicare la strategia più opportuna ed efficace.

 

Tornando al rapporto tra acne e alimentazione si può notare che negli anni passati i ricercatori non consideravano l'alimentazione come una possibile causa dell'acne. Il più ampio studio condotto, pubblicato nel 1969, coinvolgeva 65 pazienti, suddivisi in due gruppi. A un gruppo fu somministrata ogni giorno una barretta di cioccolato; all'altro gruppo una barretta "placebo". Tale studio, similmente ad altri condotti nello stesso periodo, concluse  affermando l'assenza di correlazioni tra acne e dieta ricca in carboidrati o in grassi.

 

Ultimamente si è cercato di approfondire maggiormente l'eventuale collegamento tra l'acne e differenti fattori alimentari.

Si è potuto verificare così che un primo fattore da tenere in considerazione è il CARICO GLICEMICO GIORNALIERO, che sembra essere in grado di influenzare la gravità della patologia.

Pertanto, una dieta a basso indice glicemico può migliorare i sintomi dell'acne poiché sembra garantire una migliore sensibilità insulinica e un abbassamento della disponibilità degli androgeni.

Per costruire una dieta a basso indice glicemico bisogna tenere in considerazione diversi fattori: dalla scelta degli alimenti, ai metodi di cottura più opportuni e agli abbinamenti adeguati.

Sul web esistono numerose tabelle che suddividono gli alimenti ad alto, medio e basso indice glicemico, primo fattore che abbiamo visto dobbiamo tenere in considerazione.

Ne copio una di seguito, presa dal sito internet diabetebrescia.org a titolo di esempio.

 

 

Per costruire un pasto a basso indice glicemico, tuttavia, è importante considerare il pasto nel suo complesso, piuttosto che il singolo elemento!

 

Approfondiamo un po' questo discorso: è necessario notare che gli alimenti ad alto indice glicemico appartengono alla classe dei carboidrati (lo zucchero, il miele, le patate, la pasta, il riso, le farine..).

Probabilmente ci rendiamo conto che, per esempio, la nostra colazione è un pasto a elevato indice glicemico: un caffè zuccherato e 2-3 fette biscottate. La consideriamo sana.... ma forse dobbiamo rivedere le nostre convinzioni!

Certamente il fatto che questi alimenti siano caratterizzati da un indice glicemico alto non significa che dobbiamo eliminare i carboidrati dalla nostra dieta (ci faremmo del male!), ma che dobbiamo porre attenzione a includere il nostro alimento all'interno di un pasto completo, che contenga anche proteine, grassi e soprattutto fibra, capaci di diminuire l'impatto glicemico del pasto.

 

 

 

Un buon pranzo, dunque? Un piatto di insalata seguito da un piatto di pasta e fagioli, condito con olio extra vergine di oliva! :)

O per chi ama maggiormente sperimentare un po' di verdure in pinzimonio seguite da un insalata di grano saraceno, ceci, olive e zucchine!

Questo solo per fare un esempio.....

 

 

 

 

 

 

 

E' stata inoltre valutata la correlazione tra l'acne e i prodotti lattiero-caseari. Il collegamento è stato dimostrato in studi condotti su diverse popolazioni, ma secondo una più accurata analisi solo il consumo di latte scremato sarebbe coinvolto nell'aggravamento dell'acne.

Tuttavia il latte fa parte degli alimenti consentiti con moderazione secondo i consigli forniti da "Educazione nutrizionale Grana Padano".

 

Infine, sono stati considerati diversi altri fattori che sembrano poter migliorare la patologia. Alcuni di questi sono: acidi grassi omega-3, lo zinco, gli antiossidanti, la vitamina A e la fibra. In tal senso sono necessari maggiori studi per verificare l'effettiva capacità anti-infiammatoria di tali nutrienti e quindi poterli consigliare con "cognizione di causa", ma consumare con regolarità pesce ricco di omega-3, legumi, verdure miste, frutta fresca e secca sono indicazioni di base che chiunque di noi dovrebbe seguire per prendersi cura di sè!

 

 

 

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Dott.ssa Stefania Cocolo

Biologo nutrizionista

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