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Alimentazione & Donna - Le fasi del ciclo mestruale

Questo è il primo di una serie di articoli, dedicati alle donne, in cui vorrei approfondire il discorso tra l'alimentazione e la fase del ciclo mestruale.

Tutte noi sappiamo che il periodo del ciclo in cui ci troviamo influenza moltissimo il nostro stato d'animo e chi di noi pone maggiore attenzione alle proprie azioni (o al proprio peso) si è certamente resa conto che il nostro appetito può variare moltissimo durante l'arco di un mese.

 

Durante il ciclo mestruale, infatti, siamo sottoposte a delle fluttuazioni dei livelli degli ormoni circolanti nel nostro corpo. Questa è la ragione principale per cui il nostro appetito cambia, così come sembra modificarsi la preferenza che accordiamo ai differenti alimenti.

La fase più critica è senz'altro la fase precedente la mestruazione, specialmente nelle donne che soffrono di sindrome premestruale.

Proprio di questa sindrome vorrei parlare in questo breve post.

 

Citando un articolo francese del 2007, la sindrome premestruale è un fastidio ricorrente che si manifesta nella fase luteale del ciclo mestruale (ovvero i circa 14 giorni che seguono l'ovulazione, fino all'avvento della mestruazione). Tale sindrome è caratterizzata da cambiamenti fisici, psicologici e comportamentali che interrompono o disturbano le relazioni interpersonali, la vita della donna e dei suoi cari.

Essa viene diagnosticata tenendo in considerazione le problematiche della donna e i suoi sintomi, dopo aver escluso altre complicazioni di interesse medico: non esiste alcun test al momento che possa confermare la presenza di questa sindrome, ma si stima che il 75% delle donne ne sia affetto.

Quali sono i sintomi principali che caratterizzano questa condizione? Quelli principali sembrano essere: depressione, irritabilità, lunaticità, aumento della ritenzione idrica e gonfiore addominale.

Nei casi più gravi i sintomi che caratterizzano questa sindrome risultano molto limitanti e pertanto è consigliabile rivolgersi al proprio ginecologo per poter studiare al meglio la situazione.

 

Inoltre il ciclo mestruale, così come la presenza di una sindrome premestruale, sembra influenzare moltissimo l'appetito e la tipologia di alimento maggiormente ricercata.

E' stato osservato, infatti, che nei giorni precedenti il ciclo si è solite consumare un quantitativo di cibo significativamente maggiore. Si è inoltre verificato che questo cambiamento non si verifica nelle donne che assumono contraccettivi orali.

E' importante evidenziare che l'aumento dell'appetito e dell'introito di cibo è correlato anche a un aumento della richiesta energetica. In altre parole la fase luteale prevede un aumento delle calorie consumate cioè del fabbisogno energetico giornaliero. Questo aumento però non deve essere sopravvalutato e non può giustificare pasti e spuntini esagerati!

Una possibile spiegazione di questo comportamento nei confronti della quantità di cibo assunto può essere il cambiamento della sensibilità insulinica che avviene durante il ciclo mestruale: la fase luteale del ciclo è caratterizzata da una intolleranza glucidica transitoria.

Questo significa, in altre parole, che in questa fase del ciclo dovremmo assumere un quantitativo di carboidrati ridotto, ponendo particolare attenzione ai dolci e allo zucchero in generale.

 

 

Quanto appena descritto viene sperimentato in linea di massima da tutte le donne, ma, qualora sia presente una sindrome premestruale, l'intensità dei sintomi risulta essere molto aumentata. Un articolo un po' datato di Giannini (1985) riporta anche una proporzionalità tra gravità della sindrome premestruale e aumento dell'appetito.

 

L'aumento dell'appetito in molti studi sembra inoltre essere correlato a un aumento del consumo di carboidrati. Si pensa che la scelta di questo genere di alimenti sia dovuta alla loro capacità di innalzare i livelli di serotonina, “l'ormone della felicità”, in grado di alleviare molti sintomi della sindrome premestruale.

In effetti è riportato in letteratura che un pasto serale ricco di carboidrati e povero di proteine durante la fase luteale ha un effetto positivo sui sintomi depressivi.

Quest'ormone, si deve infine sottolineare, è a livelli molto bassi durante questa fase del ciclo e la sua bassa attività è correlata a un minor controllo dell'appetito, fattore che si aggiunge a quelli sopra citati.

 

Altri studi in letteratura hanno dimostrato una possibile correlazione tra i sintomi della sindrome premestruale e la mancanza di alcuni nutrienti, come fibre, magnesio, calcio e vitamine del gruppo B o l'elevata assunzione di altri nutrienti come sodio e caffeina.

In questi giorni si consiglia quindi di prediligere alimenti vegetali ricchi di fibre e di magnesio e di limitare i prodotti contenenti quantitativi elevati di sale, come gli insaccati, che porterebbero a un aumento della ritenzione idrica, esacerbando il gonfiore.

E' consigliabile inoltre porre particolare attenzione alla quantità di acqua assunta e ricordarsi di bere più frequentemente per raggiungere almeno 1,5 Lt di liquidi al giorno. In alcuni casi si possono consigliare alcune tisane, maggiormente palatabili, soprattutto se in grado di agire sulla ritenzione.

 

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Dott.ssa Stefania Cocolo

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