Blog

Infertilità e interferenti endocrini

Questo secondo approfondimento è dedicato, come anticipato, agli interferenti endocrini.

 

Ma cosa sono questi interferenti e quali problemi provocano?

 

Sono delle sostanze che interagiscono con il nostro sistema endocrino (ormonale) e che possono conseguentemente provocare dei danni alla nostra salute.

Un interferente endocrino, in particolare, è definito come “una sostanza esogena che interferisce con la produzione, il rilascio, il trasporto, il metabolismo, il legame, l’azione o l’eliminazione degli ormoni naturali dell’organismo responsabili del mantenimento dell’omeostasi e della regolazione dei processi di sviluppo”.

I meccanismi con cui queste sostanze agiscono sono svariati.

 

Facciamo un passo indietro e capiamo insieme cos’è e come funziona il nostro sistema endocrino. Esso è costituito da tutte le ghiandole presenti nel nostro corpo che immettono i loro prodotti (gli ormoni) nel sangue, che può così trasportarli in tutto l’organismo.

Gli ormoni prodotti da una ghiandola possono viaggiare attraverso il sangue fino a raggiungere cellule molto distanti e determinare così risposte specifiche.

 

La gran parte dell’attività endocrina è regolata dall’ipotalamo il cui compito è quello di collegare il sistema nervoso a quello endocrino. In pratica, grazie anche all’aiuto di un’importantissima ghiandola anch’essa situata nel cervello, l’ipofisi, l’impulso nervoso viene convertito in ormoni, che andranno a loro volta a stimolare le risposte fisiologiche necessarie.

Le ghiandole endocrine sono numerose: oltre alla già citata ipofisi, ricordiamo che fanno parte di questo gruppo la tiroide e le gonadi maschili e femminili. 

 

Possiamo iniziare a capire, quindi, che sostanze che interferiscono con questo sistema, potranno interferire anche con le nostre capacità riproduttive.

 

Gli interferenti endocrini, infatti, sono stati collegati a effetti indesiderati tra cui: infertilità, aborti spontanei, difetti nello sviluppo del feto, pubertà precoce e tumori dell’apparato riproduttivo (della prostata, dell’ovaio, del seno, dei testicoli e dell’endometrio).

 

Concentriamoci però sul capire quali siano questi “interferenti endocrini” e quindi su quello che possiamo fare per migliorare il nostro stato di salute, globale e riproduttivo.

 

Innanzitutto dobbiamo dire che queste sostanze sono molto numerose e che tutti noi veniamo necessariamente in contatto con alcune di queste. 

 

Solo la conoscenza ci può permettere di essere consapevoli di quello che compriamo o indossiamo o mangiamo..

 

Si possono distinguere tra interferenti endocrini di origine naturale e interferenti endocrini di origine artificiale.

 

 

 

Di quest’ultimo gruppo fanno parte alcuni PESTICIDI, i CONSERVANTI, i SOLVENTI, i PLASTIFICIZZANTI e alcuni inquinanti ambientali come le diossine. Il gruppo è molto ampio e alcuni interferenti endocrini rimangono ancora sconosciuti.

Alcune sostanze persistono a lungo nell’ambiente e si concentrano negli organismi viventi, e quindi anche negli alimenti (diossine, PFOS/PFOA e PBDE e PCB).

L’interesse nei confronti di queste sostanze da parte delle autorità è aumentato nel corso degli anni  a partire dal 1996 e sono in corso continue analisi e ricerche per valutare i rischi e gli effetti dell’esposizione a tali sostanze. Alcune di esse sono state vietate e sono stati diffusi alcuni consigli di ordine pratico per diminuire i fattori di rischio. Vi riporto a tal proposito i suggerimenti comportamentali del Ministero dell’Ambiente:

  • Non riutilizzare contenitori in plastica per alimenti e bevande usurati o “monouso”

  • Limita l’utilizzo di utensili da cottura antiaderenti se il rivestimento è usurato

  • Utilizza la carta oleata o la pellicola a contatto con gli alimenti solo secondo le indicazioni del produttore. Leggi l’etichetta!

  • Durante la cottura dei cibi garantisci un’adeguata ventilazione dei locali e utilizza cappe d’aspirazione

  • Limita la combustione di incenso e il fumo di candela, ed evita il fumo di sigaretta nell’ambiente dove vivi

  • Sostituisci gli involucri lacerati e/o usurati degli oggetti con imbottitura in schiuma (sedili dell’auto, materassi ecc.)

  • Limita l’uso di capi di abbigliamento con trattamenti opzionali idrorepellenti o antimacchia

  • Evita il consumo di alimenti con parti carbonizzate/bruciate e limita l’uso di alimenti affumicati. Elimina dai cibi le parti bruciate (anche dalla pizza)

  • Nella scelta di materiale per la casa limita l’uso di PVC morbido contenente DEHP

  • Evita il ristagno della polvere negli ambienti chiusi

 

La seconda classe di interferenti endocrini è quella di origine naturale: i FITOESTROGENI.

I fitoestrogeni sono sostanze naturali presenti nelle piante (soprattutto nella SOIA) e che hanno una struttura molto simile a quella dei principali ormoni sessuali femminili: gli estrogeni. Possono quindi legare il recettore dell’ormone femminile, provocando un effetto anti-estrogenico.

Già a metà del secolo scorso appariva evidente la correlazione tra un elevato consumo di soia e una diminuzione della fertilità ed è stato ipotizzato che le piante potessero produrre queste sostanze proprio per controllare la fertilità femminile ed evitare il sovrappopolamento di una zona.

 

 

Prodotti a base di soia o contenenti isoflavoni sono stati spesso suggeriti a donne in menopausa per controllare al meglio le vampate e il loro consumo secondo alcuni autori è legato a un minor rischio di patologie cardiovascolari, obesità, sindrome metabolica, diabete, disordini neurologici e alcune forme di cancro. Tuttavia i benefici o i rischi che possono derivare dal consumo di questi prodotti non sono ancora stati unanimemente chiariti.

Per esempio, nonostante la credenza popolare ormai diffusa non sembra esserci una vera correlazione tra il consumo di soia e la riduzione delle vampate né tra il consumo di soia e l’aumento della densità minerale ossea. Nel 2012 anche l’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) si è espressa a tal proposito.

 

D’altra parte, alimenti contenenti fitoestrogeni possono comunque agire da interferenti endocrini e in tal senso prodotti a base di soia potrebbero avere un effetto nocivo sulla fertilità, sulle patologie tumorali estrogeno-dipendenti e sulla funzionalità tiroidea.

 

Quali sono prima di tutto gli alimenti che contengono fitoestrogeni e quali fitoestroegni sono presenti nella nostra alimentazione?

Il gruppo maggiore di fitoestrogeni presenti nella nostra dieta sono gli isoflavoni, i prenilflavonoidi, i cumestani e i lignani.

Gli isoflavoni sono contenuti principalmente nella soia e nei legumi; i prenilflavonoidi nella birra, i cumestani nei legumi e i lignani nei cereali integrali e in alcuni ortaggi.

 

Inoltre, sappiamo bene che gli animali allevati intensivamente sono spesso trattati con ormoni. Carni, uova e latte di tali animali possono contenere alte quantità di estrogeni.

 

 

 

Come comportarsi dunque? Può essere consigliabile l’eliminazione o la limitazione degli alimenti contenenti abbondanti quantità di fitoestrogeni e in particolare di tutti gli alimenti derivanti dalla soia.

Il consumo di carni, uova e latticini non è necessariamente da limitare, ma è necessario scegliere prodotti di qualità e derivanti da allevamenti estensivi e grass-fed che permettono uno sviluppo dell’animale in linea con la natura.

 

Please reload

Altri articoli 

Omocisteina: cos'è e perché è utile considerarla nei problemi di subfertilità

1/10
Please reload

Dott.ssa Stefania Cocolo

Biologo nutrizionista

Nr. iscrizione ONB (sez A): 074866

P.IVA: 03527860120

Ricevo su appuntamento

Indirizzo: Via Cappellini 18, Gallarate VA

 

Telefono: +39 340 5572519

 

Email: stefania.cocolo@hotmail.com

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now